I vincitori del Premio Nazionale L’Amico Atletico 2015!

‘Persone ordinarie dai valori straordinari’, possono essere descritti così, in sintesi, i protagonisti e vincitori del Premio Nazionale L’Amico Atletico 2015, 9° edizione, Passione e Professione, tenutosi lunedì 16 novembre nella Sala Newton di Città della Scienza a Napoli. A premiarli autorità locali, rappresentanti della UBI Banca Popolare di Ancona – storico project partner del Premio – del CONI, del CIP e dell’USSI delle regioni Campania, Molise, Abruzzo e Umbria,  non ultimi i testimonial partenopei del Club Atletico associato al Premio e le associazioni partner della Fondazione Gabriele Cardinaletti Onlus.

Oltre alle quattro storie finaliste premiate per L’Amico Atletico 2015, per la prima volta,  sono stati assegnati altri due ulteriori premi: il Premio Vincenzo Cosco e il Premio Speciale USSI Campania.

Ecco i vincitori e le motivazioni legate ai Premi in palio durante la serata:

Premio Nazionale L’Amico Atletico 2015

ALBERTO ROSSIfTaccola©_FTO9724

Imprenditore e Campione del Mondo di Vela          

Anconetano, velista e imprenditore. I suoi genitori avrebbero desiderato si laureasse in Medicina e gli avevano scelto la strada del Liceo Classico. Lottando per far valere il proprio desiderio, al contrario, vista la sua straordinaria passione per il mare, dopo le Scuole Medie prese a frequentare l’Istituto Nautico, laureandosi poi in Scienze Economiche e Marittime all’Università di Napoli. Un amore ed una passione per il mare che ha saputo declinare, ad altissimi livelli, tra sport e professione. Come Agente marittimo, Presidente della Frittelli Maritime Group Spa, Presidente dell’Adria Ferries Holding Spa, Amministratore delegato o Consigliere in 15 Società, ma anche insegnante di Economia all’Istituto Nautico. E la parte sportiva non è da meno: Alberto Rossi, 56 anni ieri, sposato, tre figlie, in questo 2015 a Barcellona – con la sua barca “Enfant Terrible” – si è laureato per la quarta volta Campione Mondiale di Vela ORC, dopo Cres 2011, Helsinki 2012 e Kiel 2014. Per Rossi si tratta in realtà del quinto titolo mondiale, visto quello conquistato come armatore e timoniere nel Farr40 di Newport, nel 2013. C’è in lui, infine, una forte attenzione al sociale visti tutti gli interventi di solidarietà di cui con la sua famiglia si è reso protagonista, spesso senza che la cosa fosse resa pubblica.

 

Chebitok RuthRUTH CHEBITOK

Maratoneta dell’Athletic Terni

Ormai è impossibile tenere il conto di quante Maratone vengano organizzate in tutto il mondo. Ce ne sono tantissime, in tutte le stagioni, ovunque. C’è anche chi ne ha corse 16 in un solo anno, anche se si tratta di una corsa massacrante: 42 chilometri e 195 metri. Ce ne sono tante, dicevamo. Ma ce n’é stata una in particolare: la Maratonina di Pistoia, nella quale l’atleta kenyana Ruth Chebitok, tesserata per l’Athletic Terni, proprio a poche decine di metri dal traguardo ha rinunciato a superare la rwandese Claudette Mukasakindi che, colpita da crampi nei metri finali, faticava a raggiungere il traguardo e quasi non si reggeva sulle gambe, rischiando di svenire. Ruth, però, dimostrando tutto il suo valore etico e morale, ha deciso di non superarla, di non approfittare della situazione e di attendere che fosse la sua rivale a superare per prima il traguardo, fra lo stupore delle persone presenti alla gara. Vale la pena sottolineare anche che per la Chebitok quella sarebbe potuta essere la prima vittoria in Italia, ma lei ha dichiarato al termine “che quella vittoria se l’era meritata Claudette, e che non sarebbe stato giusto superarla negli ultimi metri e sfruttare i suoi problemi fisici”.

 

varie 2012 216LUIGI COSTANZO

Imprenditore e Campione di Sport disabili                  

Palermitano, 54 anni. A 18 mesi gli diagnosticano la poliomielite, una malattia acuta e virale che colpisce il sistema nervoso centrale portando a debolezza muscolare e paralisi acuta. Ricoverato e allontanato dalla sua famiglia in un Centro specializzato per poliomielite. Da giovane, passa da un Istituto all’altro. Si sottopone a 11 interventi chirurgici alle gambe, ma intanto prende prima licenza media e diploma di Maestro elementare. Tornato a Palermo per cercare un lavoro vicino alla sua famiglia, si accorge che senza il riconoscimento di invalidità civile, per il quale bisogna attendere cinque anni, non trova sblocchi lavorativi, nonostante la sua famiglia chiedesse a chiunque una raccomandazione per lui. A tutto questo decide di ribellarsi, di reagire e scappare. Lasciata nuovamente Palermo per Perugia, si iscrive alle liste di collocamento e dopo un anno e mezzo trova occupazione nel settore dell’abbigliamento. Intanto in lui si fa strada la passione sportiva che inizia con la Polisportiva Disabili Foligno Basket in Carrozzina. Dopo un periodo di consolidamento societario, nell’87/88 la squadra passa in Serie A1. A quel punto fonda con altri ed è presidente della S.S. Basket in Carrozzina “Libertas Perugia” e da quel momento l’Umbria ha due Società sportive. Questa attività contribuisce ad una forte crescita del movimento sportivo paralimpico in Umbria. Perde il lavoro, si sposa ed ha un primo figlio e così prova a mettersi in proprio, dopo un accordo con la sua azienda. Aperta una partita Iva resta nel ramo dell’abbigliamento e dopo qualche tempo, si specializza, investe in nuovi macchinari e comincia ad assumere, per far fronte alle richieste professionali della clientela come Calvin Klein, Guess, Ellesse, Lafont, Cottonbelt, Melville, Fea, Tendenza e Servizi e Brunello Cucinelli. Dal 1992 a oggi è stata una crescita continua. Quello di cui oggi va fiero è che da persona disabile offre lavoro a dieci dipendenti. Oggi ha una stupenda famiglia con tre figli e già qualcuno di loro è inserito nell’azienda per continuare ciò che è stato creato. Oggi che i figli sono cresciuti l’impegno sportivo e per il sociale non è diminuito. Ha imparato a sciare, ha preso il brevetto da sub, partecipa a gare handbike. Ha anche creato una sezione per disabili con il progetto subacqueo per tutti. E dato che il primo sport non si dimentica mai, continua a giocare a basket. Lo sport è stato fondamentale per superare quelle barriere che, volta per volta, la vita gli ha posto davanti.

 

foto cinqueUMBRIA RUGBY RAGAZZE

Squadra femminile Rugby Terni

Nel rugby, si sa, bisogna spingere. E spingere tutti insieme. Te lo dicono gli allenatori fin da quando sei bambino, o bambina. Poi si cresce e questa cosa ti rimane dentro. Non solo sul campo. Perché quando impari a cosa serve la tua forza (delle gambe e delle braccia, certo, ma anche la forza della testa), quando impari che se ti sacrifichi per gli altri, gli altri aiutano te, ad un certo momento capisci che la mentalità da rugbista te la porti sempre dentro, anche quando non stai facendo un allenamento o giocando una partita. Umbria Rugby Ragazze è una squadra di rugby, perché il rugby non è solo uno sport da superuomini. Anzi le donne, come spesso capita, anche se sono arrivate dopo, hanno superato i maschi e adesso se la giocano alla pari nel Sei Nazioni con le rugbiste di Paesi più evoluti nel rugby come la Francia, l’Inghilterra, o la Scozia. Della Nazionale italiana fanno parte anche alcune ragazze ternane dell’Umbria Rugby che gioca in serie A. Al di là di quetso impegno, nessuna ha avuto esitazioni ad accettare l’invito dell’associazione “Stefano Zavka”, fondata in ricordo del giovane alpinista ternano, scomparso sul K2. L’Associazione da qualche anno ha tra i suoi obiettivi quello di far provare le emozioni della montagna a coloro che non possono più salire in cima, con le proprie gambe. Con una carrozzina speciale, che si chiama Joelette, a due ruote, si può andare quasi dappertutto. Però ci vuole tanta buona volontà da parte degli accompagnatori e soprattutto tantissima forza. Specie se si scelgono percorsi non semplicissimi. Così è stato per l’escursione dell’estate scorsa. Al Terni Rugby è stato chiesto di spingere la carrozzina in cima al Monte Vettore, 2478 metri, da Forca di Presta, con un dislivello di 928 metri. Le ragazze non si sono spaventate e in cinque: Serena Settembri, Angelica Cerasi, Ginevra Cimino, Federica Cipolla e Sara Marcorelli, con il loro allenatore Sergio Depretis e all’allenatore della maschile, Omar Belli, si sono gettate nella mischia. Sulla Joelette, ad incitarle e ad inseguire il suo sogno c’era Andrea. Ebbene in due ore e un quarto di spinte, sudore, sorrisi e fatica, sono arrivate in méta e Andrea ha così potuto ammirare il panorama dalla vetta più alta dei Sibillini. Alla fine, però, sono state loro a ringraziare Andrea e l’associazione Stefano Zavka, pronte a continuare la collaborazione in altre escursioni. “La condivisione con Andrea di ogni attimo della salita e della discesa – hanno dichiarato -, è stata una grande emozione. La sua felicità è stata la felicità di tutti e quest’esperienza ha fatto capire loro quanto siamo fortunate e quanto sia bello spingere tutte insieme, dalla stessa parte per un obiettivo e che la nostra forza e il nostro cuore possono essere utili a qualcosa di ben più importante della vittoria di una partita. Che comunque ci piace sempre vincere, insieme”.

Premio “Vincenzo Cosco”- 1° Edizione

enrico sabetta 6ENRICO SABETTA

Arbitro Internazionale di Pallacanestro

Seicento partite arbitrate nella serie A di pallacanestro: il molisano Enrico Sabetta a 49 anni vuole ancora continuare a far rispettare le regole del gioco ai massimi livelli di uno sport che vede l’Italia in prima linea per qualità e numero di tesserati. Il fischietto di Termoli frequenta i più importanti parquet del Belpaese gennaio 1994, quando per la prima volta diresse un match della massima serie nazionale. A Napoli, al Pala Argento, Sabetta fu designato per la gara tra i partenopei e il Pavia.

L’inizio della sua passione per il mondo arbitrale nacque per caso: nel 1982, a 16 anni, come ha affermato in occasione dei suoi 20 anni di serie A “c’era una partita al Parco Comunale di Termoli e diressi un incontro tra amici, semplicemente perché ero il più scarso a giocare”.
Sembra che Sabetta abbia fermato le lancette del tempo: 22 anni di serie A il 16 gennaio 2016 e il muro delle seicento gare arbitrate. Tutte con il massimo rigore e rispetto per le regole. Dal 2003 è arbitro internazionale, dirigendo le più importanti partite di Eurolega. Il basket è il mondo di Enrico Sabetta; il parquet gli ha permesso di conoscere tutti i più grandi campioni. Lui è rimasto, però, sempre inflessibile. La stima per i campioni non ha fermato la sua voglia di far rispettare le regole del gioco. Il basket è uno sport sano e gli arbitri sono i testimoni più fedeli del fair play, in campo e fuori. Concentrazione, riflessione e tempismo sono caratteristiche che non sono state scalfite dal tempo. Sabetta è stato bravo ad adattarsi ai tempi, alla spettacolarizzazione imposta dai nuovi mezzi di comunicazione ed ha sempre preferito un profilo basso. Il Molise ha un pezzo di storia della pallacanestro e molti non lo sanno.

Premio Speciale USSI Campania

Gianni-Maddaloni-Copyright-Salone-Libro-777x437GIANNI MADDALONI

Maestro di Judo

La Star Judo Club Napoli è stata fondata nel lontano 1980 e gestita da un allora giovane maestro; Gianni MADDALONI. L’esperienza maturata negli anni e la caparbietà di quest’uomo hanno portato la società a livelli mondiali. Iniziando con piccole e trascuranti vittorie, ha acquisito sempre più professionalità, annoverando nel tempo riconoscimenti a livello agonistico e sociale.

La vetta del successo e il premio più prestigioso per i sacrifici di questo maestro e dei suoi atleti sono giunti con la medaglia d’oro olimpica del figlio Pino, a Sidney 2000.

Riconosciuta “fabbrica di campioni”, grazie agli atleti pluri medagliati sia in campo nazionale che in campo mondiale, fanno di questa società la più ambita d’Italia, riconoscenza attribuita anche grazie all’alta professionalità del club e del suo staff tecnico.

Da sempre la società è in vetta alla classifica nazionale con innumerevoli medaglie nei Campionati Italiani e riuscendo sempre ad imporsi con i suoi atleti in Tornei anche internazionali. Sempre attenta alle problematiche della società civile ed in particolare del mondo dei bambini, offre la propria esperienza in uno dei quartieri più disagiati di Napoli, Scampia, teatro da sempre di solo fatti delittuosi.

La società del maestro Gianni Maddaloni con l’intero staff tecnico, é una delle organizzazioni sportive più prestigiose ed impegnate nello sport e nel sociale.

 

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